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POZZO VOLITO meteo

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La Storia di Volito

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Come tutto ebbe inizio

LA VERA STORIA DI ``POZZO VOLITO``

“Pozzo Volito” è una tenuta rurale in Agro di Patù, sita nell’ Area Protetta del “Canale di Volito”. Questo canale è conosciuto per la bellezza del paesaggio (vegetazione lussureggiante, fronti rocciosi imponenti, scorci suggestivi), per la fonte di acqua dolce che prende il suo nome (lu pòzzu) e per il passaggio dello storico Sentiero di Verèto, antica via di comunicazione messapica tra l’altopiano di Verètum e il porto naturale di Torre San Gregorio.

La mia storia con questa campagna è semplice: è stato amore a prima vista. Siamo nel 2006. Mia moglie è originaria di Gagliano del Capo e io sognavo di trovare un terreno nella natura per “staccare” dalla routine di Milano. Ricordo di essere venuto a conoscenza della zona per la prima volta un venerdì mattina visitandola con il venditore. La zona era incolta, abbandonata da più di 20 anni e infestata da rovi rampicanti ed erbacce, ma si percepiva una forte e assoluta sensazione di natura incontaminata che questa incuria aveva preservato. Sono tornato a visitarla da solo quel pomeriggio stesso per ben due volte. La mattina dopo mi sono presentato a casa del venditore e ho firmato il compromesso di acquisto.

Per esplorare i terreni di “Pozzo Volito” si potevano solo percorrere i pochi sentieri lasciati liberi dai rovi (in dialetto “scarace”), ma le sorprese piacevoli erano continue: era visibile sui tronchi degli ulivi la presenza di gufi ed allocchi, potevi scorgere tra le rocce la tana di una volpe (in una occasione sul fondo di una abbiamo visto anche un gruppo di cuccioli nati da poco), al tramonto capitava di incrociare una coppia di tassi o un riccio solitario, sempre era presente il canto di uccelli e nel cielo volavano alti i falchi.

E ogni stagione stupiva. In primavera con le fioriture continue di grandi varietà spontanee di fiori e di macchia mediterranea, o di mandorli e peri. E raccoglievi i finocchi selvatici e gli asparagi. In estate c’erano gli albicocchi carichi di frutti, i fichi e i capperi, mentre in autunno il mirto, l’uva e le olive. Passeggiando ammiravi le costruzioni contadine dalle eleganti architetture e funzionali forme. C’erano pajàre, liàme, incurtatùri, palmenti e palùni scavati a mano nella roccia viva, grotte, muretti a secco e terrazzamenti in pietra. Tutto armonioso, tutto in sintonia, come se nulla fosse riuscito a contaminare la naturalezza di questo paesaggio e il suo ecosistema. E’ così che tutto è iniziato.

Ed è così che dopo 12 anni di appassionato e competente lavoro di recupero, con l’aiuto di Rocco “Scarèna”, Stefano “Baròne”, Vincenzo “Paparùsso”, Tonino, Rocco e Massimo “Reginèlla”, Rocco “Ceriòlo”, Vito “Zucchino”, Donato “Mèsciu Pòvulu”, Michele “Mamàia”, Cosimino “Pulisino”, Cosimino “Culiàncu”, Salvatore “Padreterno”, Claudio “Rocco Piccìnnu”, Pasquale “Cicogna” e Biagio “Cùia”, Rocco “Zùmpa”, Andrea e Antonio “Turìcchio”, Vito “Malèfico”, Franco “Malòto”, Cosimino “Tricasino”, Massimo ” Piccolo Fiore”, William, Antonio, il nostro “Ecosistema Rurale con Dimore” era finalmente pronto.

Ora cercavamo una immagine per creare il logo, qualcosa che racchiudesse in sè tutte le caratteristiche di “Pozzo Volito”. E nessuna ci sembrava più adatta dell’Ulivo, una pianta antica, di tradizione, forte, resistente, armoniosa, generosa, di poche esigenze. Non abbiamo scelto un ulivo qualunque, ma il preferito di Nonna Emma, una enorme pianta plurisecolare che si trova nel ramo di levante del Canale di Volito, poco distante dalla grotta.

Il Logo è stato progettato e realizzato proprio da suo nipote Mauro. Il sogno era stato realizzato.

Proverbio Salentino

``Oni nasu sta beddhu alla facce soa``